Fotografia

La mia prima mostra!

Ho partecipato ad un paio di collettive ma questa è la prima in cui ci saranno solo mie foto! Non vi immaginate una cosa seria, con un curatore, un vernissage, un dibattito, luci, faretti e una segreteria che accompagna gli ospiti nel tour fra i cavalletti. Perchè in realtà sarà all’aperto, in una stalla 🙂

Infatti è tutto molto ma molto più semplice ma pur sempre di una mostra si tratta! E mi gratifica che qualcuno mi abbia chiesto di esporre le mie stampe argentiche.

La Pro Loco del paesino in cui abito (Carpiano), infatti, mi ha contattato tramite un conoscente per allestire una mostra fotografica all’interno del Castello (una grangia certosina del 1500), una delle iniziative che comporranno il palinsesto della tredicesima Festa in Strada (un appuntamento che anima abitualmente la comunità cittadina e i paesi limitrofi) in programma per domenica 21 maggio.

Avrò a disposizione 10 cavalletti nel Porticato dello Stallone (l’ex mangiatoia della cascina) e ho piena autonomia nella scelta del tema. Ragionando, anche con la Pro Loco, ho pensato di evitare le solite banalità

Fotografia

Lavare e asciugare la carta baritata

Oggi vi parlo di lavaggio e asciugatura della carta baritata; o meglio, ci sono tanti modi per farlo, ma vi racconto come IO tratto le stampe fine art. Il segreto? una lastra di alluminio e una carta per fritti!

Cominciamo precisando che la baritata, al contrario della politenata, non contiene plastica (il polietilene appunto) bensì fibra, per cui è l’unica che a ragion veduta può essere chiamata CARTA!

Il nome “baritata” deriva dal solfato di bario su cui è stesa l’emulsione che rende la carta perfettamente bianca (questo sale viene utilizzato anche nell’industria delle vernici per creare smalti bianchissimi) e le consente di “registrare” i veri toni della fotografia (ecco perchè sulla baritata osserviamo i VERI bianchi e i VERI neri).

Bene! Dopo aver sviluppato la nostra stampa perchè è necessario lavarla? Riprendo una frase di Marco Barsanti: “il principale compito dell’acqua di lavaggio è quello di asportare il tiosolfato (iposolfito) ed i sali complessi di argento-tiosolfato assorbiti dalla fibra. Dal loro livello residuo dipende in larga misura la longevità della stampa”.

Io non posseggo una lavatrice, non ho un’asciugatrice e non ho una smaltatrice. E non ne sento affatto il bisogno. Allora come faccio? Semplice.