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Esperimenti di inversione BN (Kit Bellini) e Rollei Superpan

Cari lettori, oggi sorrido e vi scrivo … ma in questa settimana ho bestemmiato di brutto. Come anticipato, ho deciso di fare delle prove di inversione della Ferrania P30 (ma in questo articolo non vi parlerò della P30).

Rollei Superpan 200

STORIA: Scelgo di trattarla con il Kit Inversione della Bellini (il più economico e il più facilmente reperibile in commercio). Lo acquisto da Fotomatica. Leggo sul bugiardino che fra le pellicole per le quali è stato concepito, c’è la Ilford FP4 e così, una bella mattina esco con due macchine: su una carico la P30 e scatto in bracketing a 32/50/80 ISO e sull’altra carico la FP4 a 125 ISO. Torno a casa e, per domare il contrasto caratteristico della P30, decido di dividerla in due spezzoni e di trattarla (nel secondo sviluppo) con tempi differenti (N e N-25%).

Rollei Superpan 200

PRIMO TEST: questo kit, su cui non aggiungo nulla perchè c’è già una recensione più che ottima sul blog di Sandro, è composto da 7 bagni inframezzati dai lavaggi per un totale di 13 bagni. Procedo con il primo sviluppo, quindi con la sbianca, il chiarificatore e l’inversione (si, questo kit ha la velatura chimica che sostituisce la seconda esposizione alla luce fluorescente). A questo punto apro la tank e vedo l’immagine impressa sulla pellicola (e già qui ho avuto qualche dubbio perchè nonostante il colore giallastro tipico, mi sembrava troppo trasparente). Quindi procedo con il secondo sviluppo e con il fissaggio e infine stabilizzo. Apro la tank e trovo la sorpresa: pellicole completamente trasparenti! Come se non le avessi esposte in macchina! Una giornata buttata al vento!

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FERRANIA P30: TEMPI DI SVILUPPO

Parlo ancora di Ferrania P30. Questa volta per segnalare che hanno modificato il PDF con le Best Practices. Premesso che io la versione 1.2 non l’ho mai vista, QUI potete scaricare la versione 1.1 e QUI la versione 1.3.

Confrontandole, noterete subito che sono cambiati i trattamenti di sviluppo. Più in particolare sono stati aggiunti:

  1. D76 stock 21° 50ISO 11’
  2. D76 1+1 20° 50ISO 13’ (il trattamento che ho segnalato io)
  3. DDX 1+5 20° 50ISO 7,5’
  4. Microphen 1+3 20° 80ISO 17’
  5. Rodinal 1+100 20° 80ISO 45’

Dei 5 trattamenti aggiunti, 3 sono relativi ad un esposizione di 50ISO; chiaro segnale che anche Ferrania sta cominciando a ragionare in maniera seria sulla sensibilità effettiva di questa pellicola.

La nota dolente, ahinoi, è che sono stati anche eliminati/modificati alcuni trattamenti.

  1. D76 stock 20° 80ISO 6,5’ eliminato
  2. Rodinal 1+50 20° 80ISO 6,5’ (agit. continua) eliminato
  3. Rodinal 1+50 20° 80ISO 8’ (agit. intermit.) modificato in 14’

Modificare o eliminare alcune indicazioni di sviluppo di un prodotto definito ALPHA non è certo un reato punibile con il pubblico linciaggio, però fa riflettere sul metodo con cui Ferrania sta operando.

Io continuo ad essere un tifoso del Made in Italy ed un attento osservatore delle vicende relative alla P30 perchè ritengo sia una pellicola interessante. E non credo di essere il solo. La mia recensione sulla P30 l’hanno letta in moltissimi (quasi mille visualizzazioni ad oggi), ma la cosa più interessante è che più d’uno ha partecipato alla discussione, inviandomi le informazioni relative ai trattamenti eseguiti e ai risultati ottenuti. Le sto collezionando per offrire, agli utenti della rete, uno strumento NON alternativo MA aggiuntivo alle Best Practices della fabbrica, ovvero le prove sul campo di coloro i quali la P30 l’hanno esposta! Le trovate sempre in coda alla recensione di cui sopra: clicca qui.

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Recensione Ferrania P30 + TEST di Sviluppo e Stampa

Spero che articoli di questo genere non diventino troppo frequenti, perché testare una pellicola è divertente ma ha un costo! E la P30 di certo non te la regalano (Nicola Baldini, se leggi questo articolo, perché non mi spedisci qualche pellicola gratuitamente in modo che possa effettuare dei test più approfonditi?).

Sono partito dalle analisi sensitometriche di Diego dalle quali si evince chiaramente che la P30 ha una sensibilità effettiva che va dai 12 ai 32 iso. Ben lontano dagli 80 dichiarati dal produttore. A giudicare dalle curve, però, il miglior compromesso gamma/contrasto (per i miei gusti) lo si ottiene esponendo a 50 iso e così ho fatto, caricando la pellicola su una Nikon F100 (nelle Best Practices di Ferrania c’è scritto di non caricare la P30 in macchine con avanzamento automatico; ma si riferisce alle punta e scatta, che potrebbero rompere la pellicola, e non alle macchine serie).

Sono uscito a fare qualche foto di prova ma dopo due ore non avevo premuto il grilletto neanche una volta. Poi, botta di culo, arrivo in Piazza Gae Aulenti a Milano (convinto che qualche foto di architettura l’avrei portata a casa) e scopro che Nikon, nell’ambito della Milano Photo Week, aveva organizzato un model sharing gratuito. Mi sono imbucato e ho sparato le mie 36 cartucce su Anna, giovane indossatrice con i capelli rosso carota e qualche lentiggine in viso.

Anna – P30 @ 50ISO

Sono tornato a casa e mi sono preparato allo sviluppo in D76. Potrei raccontarvi i risultati di tutti i test effettuati variando tempi e diluizione ma non è interessante. Per cui preferisco venire al dunque: il miglior modo (per i miei gusti) per sviluppare in D76 una P30 esposta a 50 iso è

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NUOVA PELLICOLA FERRANIA P30 – Presentazione a Milano

Inutile polemizzare ancora sull’estenuante attesa… ora la Ferrania P30 esiste e io ne ho comprato due confezioni per fare un pò di prove.

Preciso subito che non troverete i miei test in questo articolo (Edit: i primi test sono pronti e li trovate qui) ma un breve racconto sulla presentazione che si è tenuta oggi a Milano con Felix Bielser di PFG e Nicola Baldini di Ferrania.

Il primo, lo conosciamo bene (ve ne parlo spesso qui) e dunque non ha bisogno di ulteriori presentazioni. Il secondo, invece, è un toscanaccio bontempone: pensando che la platea fosse composta da giovani hipster sfigati o da reduci di guerra, ha parlato una lingua da bar dello sport. Peccato, mi aspettavo un racconto più professionale e tecnico. Ma d’altronde, lo ha detto lui stesso alla fine quando molti erano già alla cassa per comprare la P30, uno dei punti di forza della Nuova Ferrania è quello di creare emozioni … Si, ok, sono d’accordo ma oggi presentavi -finalmente- il tuo prodotto ai tuoi potenziali clienti di Milano; potevi essere anche un tantino più serio!!!

Ma per fortuna c’era Diego,

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Notizie fresche sulla P30 (2)

Mentre sul sito del produttore è partito il countdown per l’avvio della vendita online, io vi riporto qualche piccolo aggiornamento (sto parlando ancora della Ferrania P30), dopo quanto ho scritto nel precedente articolo e visto che c’è stato un ulteriore ritardo (la commercializzazione doveva iniziare a metà febbraio).Schermata 2017-03-06 alle 08.37.55
Sono appena stato a dal sig. Felix Bielser di PFG per comprare un pò di materiali di consumo: mi ha detto che hanno programmato una presentazione della P30, in negozio, il 18 Marzo.
La prima fornitura gli arriverà il giorno 14 marzo e vorrebbe fare le ultime prove prima di presentarla. Per questo motivo se la consegna del 14 slitta di qualche giorno, la presentazione sarà rimandata al sabato successivo. Comunque in questi giorni potremo leggere aggiornamenti sulla loro pagina Facebook. Stay tuned.

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Notizie fresche sulla P30

Sono appena stato dal mio spacciatore per rifornimento pellicole.
Gli ho chiesto notizie sulla Ferrania. È incazzato nero per tutte le stronzate che si leggono in giro sulla P30. 

Lui ha visitato la linea produttiva e in questi giorni ha anche avuto modo di esporre e stampare la P30.

Dice che il contenuto di argento è elevato, i neri profondi e solo la versione per medio formato ha un problema con lo strato antivelo su cui stanno lavorando; per questo iniziano a commercializzare solo la versione 35mm.

Non è una T-grain per cui nonostante gli 80 ISO produce una leggerissima grana che però è molto piacevole da vedere.

Lui, che notoriamente non è uno che parla per vendere, dice che è un buon prodotto e ricorda molto la vecchia P30.

Io sono dello stesso partito. Non mi esprimo prima di provarla. 

E sono del partito che: ben vengano queste iniziative.

Fotografia · Pensieri

Film Ferrania: ritorno al futuro

Tranquilli, credo che le mie paranoie analogiche possano interessare anche i fotografi digitali. Abbiate solo la pazienza di leggere fino in fondo.

ferraniaFerrania era uno storico produttore di materiale fotografico con sede nell’omonima frazione di Cairo Montenotte in provincia di Savona. Dopo quasi un secolo, nel 2009 chiuse baracca e burattini ma nel 2013 una nuova azienda “Film Ferrania” ne rilevò la vecchia linea produttiva delle pellicole fotografiche e rimise in moto la fabbrica lanciando un progetto di sviluppo.

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Storiella a parte (che potete facilmente leggere altrove approfondendo meglio i dettagli), sta di fatto che ieri Film Ferrania ha finalmente reso noto che da metà febbraio sarà in vendita la prima nuova-vecchia pellicola, la P30, con un’emulsione ad altissimo contenuto di argento, 80 iso e grana ultrafine; sul sito del mio fornitore si legge che “non ha pari nel moderno mercato delle pellicole argentiche”.

EktachromeBene! Direi che per un appassionato eterno principiante come il sottoscritto è senz’altro una ottima notizia; non fosse altro per il fatto che è arrivata a distanza di poche settimane dall’altra buona notizia con la quale abbiamo appreso che i Sigg.ri Kodak hanno rimesso in produzione la Ektachrome, la storica pellicola diapositiva.

Tutto fa ben sperare! Forse la fotografia non è morta (come mi disse una negoziante di Porlezza qualche mese fa in risposta alla mia richiesta di poter acquistare delle pellicole)! Forse i cellulari non sostituiranno le reflex! Forse ci sarà anche un ritorno alla vera fotografia argentica che affiancherà e, perchè no, rafforzera la fotografia digitale.

Io, senza dubbio, quando troverò in giro questa P30 la comprerò e la proverò; e lo farò pure con grande entusiasmo. Però fino a quel momento, non mi sento di aggiungere altro alla discussione (forse solo una piccola polemica per la lingua, l’inglese, con cui Ferrania ha scelto di comunicare con i propri utenti online).

keep-calm-and-love-ferrania

Sul web invece, alèeeee, è cominciato il dibattito nei salotti, tra forum e Facebook. Praticamente si legge di tutto: da un lato i boicottatori seriali che parlano di pellicole difettose o scarti di progettazione che costeranno come un Damiani e non saranno mai all’altezza delle vecchie P30, dall’altro lato gli osannatori seriali che hanno già prenotato una pellicola in ogni negozio sulla cui vetrina virtuale c’è scritto “prevendita P30”, che raccontano di aver visto la sacra sindone impressa sull’emulsione e hanno già comprato una maglietta con la scritta “I LOVE FERRANIA” in un negozio a Napoli (questa non è del tutto una battuta!)

Ok, ma io mi chiedo: perché?

Comunque se qualcuno proprio ci tiene a partecipare al dibattito, segnalo una di queste discussioni che si sta tenendo in queste ore in un salotto autorevole, analogica.it (che io adoro, ma certe volte…).

Schermata 2017-02-02 alle 17.48.31Dal mio umile osservatorio, penso invece che il tema del dibattito debba essere un’altro; la traccia che più mi piacerebbe approfondire è quella del settimanale Internazionale (ebbene si, anche lì si parla del ritorno al futuro della fotografia argentica) in edicola oggi:

“invece di parlare di morte della fotografia converrebbe cominciare a distinguere tra immagine digitale di massa e fotografia espressiva o professionale”…

…analogica o digitale, aggiungo io. Perchè sia chiaro: stavolta non è questo il punto!

Riflettiamoci va, che è meglio.