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Come fare la sbianca locale?

Oggi vi mostro un tipo di ritocco che si utilizza con le stampe analogiche in bianco e nero: la sbianca locale. Si usa per indebolire i toni di alcune aree della nostra stampa quando non siamo in grado di operare con bruciature e/o mascherature o con il controllo del contrasto o più in generale quando vogliamo dare luminosità ad alcuni dettagli (come ad esempio la sclera dell’occhio umano, la luce del tramonto che disegna la sagoma di un soggetto, un lampione acceso  nella nebbia, ecc…). Può essere usata non soltanto per sbiancare i toni chiari (come gli esempi di cui sopra) ma si può utilizzare anche per allegerire le ombre nei toni medi o addirittura nei toni scuri.

Ma se state leggendo questo articolo, sapete già perchè si usa e quando si usa la sbianca locale; credo siate più interessati al metodo.

Prima di mostrarvi un breve video che ho realizzato questa sera, occorre fare alcune precisazioni.

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Pre-velatura: perchè, quando e come!

Ci troviamo a dover stampare un negativo per il quale è necessario ridurre il contrasto dei toni chiari. Cosa facciamo? Usiamo un filtro giallo? NO, perchè lavora sul contrasto generale (d’accordo incide meno sui toni scuri e più sui toni chiari, ma noi vogliamo toccaro SOLO i toni chiari). Allora bruciamo direttamente le zone chiare, mascherando quelle scure? Ma se l’immagine fosse troppo complessa per fare questa operazione?

Non ci resta che procedere con una pre-velatura.

Inutile però che vi spieghi IO come si fa, visto che online c’è già un post dell’amico Andrea Calabresi scritto davvero bene e comprensibile a chiunque! Per cui vi lascio con un LINK.

Se poi, oltre che leggere, volete anche vedere come si fa, allora date un’occhiata anche QUI.

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Esposizione e colonna ingranditore

Chi legge questo blog perchè è un appassionato di fotografia argentica e si diverte a stampare le proprie immagini con un ingranditore, si sarà spesso trovato davanti ad un problema che si risolve facilmente ma con ulteriore dispendio di carta.

Quando abbiamo trovato la giusta esposizione della carta con un provino scalare ma decidiamo di voler stampare su una carta più grande o più piccola dobbiamo alzare o abbassare la testa dell’ingranditore sulla colonna. Ciò ovviamente comporta un cambiamento nella quantità di luce che raggiunge la carta. Per cui la vecchia esposizione non è più corretta e bisogna rifare il provino scalare per trovare la nuova.

Oppure? Non è sufficiente un veloce calcolo matematico?

Si certo.