Pensieri

Vale la pena investire nelle ottiche vintage?

Rispondo ad una lunga osservazione che ha fatto il caro amico Luciano, quasi settantenne, grandissimo esperto di fotografia analogica ma da almeno un decennio completamente convertito al sensore, osservazione che potete leggere qui.

Comincio rispondendo alla sua domanda: vale la pena investire nel vintage? La risposta, secondo me, è NO.

Pensieri

Varie ed eventuali

Cari lettori, scusate la latitanza principalmente dovuta ad impedimenti lavorativi ma non solo. Vi scrivo un breve msg solo per dirvi che ci sono ancora!

Nel frattempo ho arricchito la mia camera oscura con
1) un tavolo basculante autocostruito per automatizzare il processo di stampa BN (di cui, spero presto, vi darò contezza con una recensione);
2) una sviluppatrice orizzontale per automatizzare il processo di stampa COLORE (qui c’è poco da raccontare se non che si tratta di una Thermaphot ACP 200);

Vi anticipo, infine, che prossimamente tornerò sull’argomento Ferrania P30, questa volta però con una sorpresa: tutti parlano del negativo, io invece vi parlerò di come invertirla e proiettarla!

Tutto qua. Un saluto a tutti!

Fotografia · Pensieri

Carnevale di Ivrea: 5 consigli per un fotoreporter

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Questa mattina sveglia prima dell’alba, corsa in stazione e partenza alla volta di Ivrea dove ogni anno il Carnevale non è solo maschere e carri.

Infatti nella cittadina canavese al confine tra Piemonte e Valle d’Aosta, da chissà quanti anni, si celebra un Carnevale molto particolare: oltre ai figuranti (il Generale, il Podestà, la Mugnaia, ecc…) che sfilano per le strade del centro insieme agli sbandieratori e alle street-band, il fulcro dell’evento è la Battaglia delle Arance, in cui popolo e tiranni se le danno di santa ragione a suon di agrumi. Ma per un approfondimento rimando al sito dedicato.

Qui, invece, vorrei parlarvi di come vive quella giornata un fotoreporter (analogico o digitale non importa). Intanto, è quanto mai opportuno lavorare con macchine autofocus, otturatori che scattano a 1/8000 di secondo, pellicole veloci (400iso) e  tele-zoom da 70-200mm. E fin qui, ero preparato (ho portato anche una rolleiflex con cui ho scattato qualche bella foto, ma quelle che hanno lavorato fino allo sfinimento sono state le Nikon F100 e F90x con cui ho scattato 4 rulli in bianco e nero e 2 a colori).

Non ero invece preparato a tutto il resto!

Sinceramente pensavo di dover fotografare da lontano, per cui non avevo minimamente pensato al fatto che avrei partecipato anche io alla battaglia!!! Infatti, sia per vivere l’evento sia per immortalarlo, è importante essere dentro ciò che accade. Ed è anche molto semplice: tutti si allontanano per paura di prenderle e di conseguenza tu, che invece vuoi avvicinarti, puoi farlo!

Quindi un fotoreporter deve prepararsi a:

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Breve storia di un motociclista

Io sono un motociclista e questo è il breve racconto di un viaggio lungo la Route des Grandes Alpes che ho fatto con una motocicletta, una Hasselblad e qualche panino. 

Un motociclista che ama viaggiare, cerca di farlo all’avventura e con la voglia di scoprire sempre nuove strade, svoltare all’improvviso o seguire l’istinto lungo un percorso che sembra non portare da nessuna parte. 

In questa foto, la strada non si sa dove inizia, non si sa dove finisce e non si sa se ad un certo punto fa un giro lungo o corto: tutto ciò che un motociclista può desiderare. 

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C’è differenza tra immagine digitale di massa e fotografia espressiva?

Diciamo che i miei pensieri di ieri, espressi anche altrove e fuori da questo blog, hanno innescato una bella discussione. La discussione è una delle cose più importanti della vita, almeno per me; non farei il sindacalista di professione! Oggi voglio parlare di evoluzione, prendendo spunto proprio da questa discussione che ho citato pocanzi.

Mi sono trovato in mezzo alle evoluzioni tante volte (pur avendo solo 32 anni non ancora compiuti) ma quattro di esse sono degne di nota:

  1. quando ho archiviato audio/video cassette per far spazio a mp3, dvd e cloud; vi dico solo che proprio in questi giorni la mia compagna mi ha chiesto di comprarle un giradischi … la voglia del vinile è esagerata ed in casa, in questi giorni, si discute molto della cosa, guai se non fosse così.
  2. quando ho abbandonato il libro per far spazio all’e-reader; comodissimo, decine di libri a portata di click, peso zero, ecc… mi ritrovai a scrivere un post su questo blog e pure a rilasciare un’intervista (all’epoca ero un blogger quasi serio) che facilmente si può trovare su youtube (ma non ve la linko). Ma dopo pochi mesi, l’odore della carta e le chiacchiere con il libraio mi hanno fatto fare un passo indietro. Fortuna che ne ho discusso!
  3. quando ho venduto le mie Harley Davidson per comprare una BMQ endurostradale; frena, curva e ammortizza…cosa vuoi di meglio? Eppure io non riesco ad uscire con i bmwisti, i miei migliori amici sono harleysti. In questo caso, però, non sono tornato indietro con lo strumento ma con la testa! Lo ammetto. Però anche qui, è stata la discussione che mi ha permesso di formare il mio pensiero.
  4. quando sono passato dal digitale all’analogico con la fotografia; ma questo lo sapete già, non parlo d’altro qui.Con questo voglio dire che: i tempi cambiano, gli strumenti evolvono e le mode hanno i loro cicli; ma guai a rinunciare alla discussione. Io non mi annoio affatto. Penso che chiedersi se era meglio prima o è meglio oggi è fondamentale, almeno nella mia vita, e “paradossalmente” aiuta ad evolversi (il che può significare anche tornare indietro…pur sempre di evoluzione si parla).

Tornando più nel merito della fotografia ma rimanendo nel tema dell’evoluzione, un utente di un forum mi dice: “l’unica direzione è quella di creare foto che abbiano qualcosa di noi dentro, un volto, un’emozione, un messaggio…altrimenti resteranno nel mare magnum delle miliardi di foto scattate da un nessuno qualunque”.

Io non sono convinto che sia questa la ricetta per un fotografo amatore che vuole emergere. Penso che invece più andiamo avanti e più è difficile navigare in questo mare. Vi faccio un esempio: io credo che i fotografi di una volta avevano più chance di emergere rispetto a quelli di oggi ma mettiamo il caso che non sia così. Oggi solo una percentuale molto bassa dei fotografi che sono riusciti ad emergere è composta di gente che vale sul serio. Tutti gli altri, seppur pochi, sono riusciti ad emergere perchè si sono adeguati a produrre immagini che piacciono agli altri (forse anche a loro, ma spero che non sia così). Ma se oggi piacciono i selfie e la fotografia social, questi li chiamiamo fotografi? Chi può arrogarsi il diritto di chiamarli in modo diverso? Nessuno, figuriamoci il sottoscritto. Però mi arrogo il diritto di pensare che è colpa del pubblico e di conseguenza degli strumenti alla portata di tutti!

E infine, parlando di evoluzione degli strumenti fotografici, io non ci vedo nulla di male, ci mancherebbe! Però mi chiedo: chi ha i soldi per produrre mezzi sempre più performanti perchè non osserva anche cosa sta accadendo alla fotografia? Mi rispondo da solo: perchè per loro è business. Ed è giusto che sia così, guai! Ma io ho detto “alla fotografia“, non ai consumi!

Per cui vi lascio con la stessa riflessione con cui vi ho lasciato nel post precedente: non è il caso di cominciare a distinguere tra immagine digitale di massa e fotografia espressiva?

Fotografia · Pensieri

Film Ferrania: ritorno al futuro

Tranquilli, credo che le mie paranoie analogiche possano interessare anche i fotografi digitali. Abbiate solo la pazienza di leggere fino in fondo.

ferraniaFerrania era uno storico produttore di materiale fotografico con sede nell’omonima frazione di Cairo Montenotte in provincia di Savona. Dopo quasi un secolo, nel 2009 chiuse baracca e burattini ma nel 2013 una nuova azienda “Film Ferrania” ne rilevò la vecchia linea produttiva delle pellicole fotografiche e rimise in moto la fabbrica lanciando un progetto di sviluppo.

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Storiella a parte (che potete facilmente leggere altrove approfondendo meglio i dettagli), sta di fatto che ieri Film Ferrania ha finalmente reso noto che da metà febbraio sarà in vendita la prima nuova-vecchia pellicola, la P30, con un’emulsione ad altissimo contenuto di argento, 80 iso e grana ultrafine; sul sito del mio fornitore si legge che “non ha pari nel moderno mercato delle pellicole argentiche”.

EktachromeBene! Direi che per un appassionato eterno principiante come il sottoscritto è senz’altro una ottima notizia; non fosse altro per il fatto che è arrivata a distanza di poche settimane dall’altra buona notizia con la quale abbiamo appreso che i Sigg.ri Kodak hanno rimesso in produzione la Ektachrome, la storica pellicola diapositiva.

Tutto fa ben sperare! Forse la fotografia non è morta (come mi disse una negoziante di Porlezza qualche mese fa in risposta alla mia richiesta di poter acquistare delle pellicole)! Forse i cellulari non sostituiranno le reflex! Forse ci sarà anche un ritorno alla vera fotografia argentica che affiancherà e, perchè no, rafforzera la fotografia digitale.

Io, senza dubbio, quando troverò in giro questa P30 la comprerò e la proverò; e lo farò pure con grande entusiasmo. Però fino a quel momento, non mi sento di aggiungere altro alla discussione (forse solo una piccola polemica per la lingua, l’inglese, con cui Ferrania ha scelto di comunicare con i propri utenti online).

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Sul web invece, alèeeee, è cominciato il dibattito nei salotti, tra forum e Facebook. Praticamente si legge di tutto: da un lato i boicottatori seriali che parlano di pellicole difettose o scarti di progettazione che costeranno come un Damiani e non saranno mai all’altezza delle vecchie P30, dall’altro lato gli osannatori seriali che hanno già prenotato una pellicola in ogni negozio sulla cui vetrina virtuale c’è scritto “prevendita P30”, che raccontano di aver visto la sacra sindone impressa sull’emulsione e hanno già comprato una maglietta con la scritta “I LOVE FERRANIA” in un negozio a Napoli (questa non è del tutto una battuta!)

Ok, ma io mi chiedo: perché?

Comunque se qualcuno proprio ci tiene a partecipare al dibattito, segnalo una di queste discussioni che si sta tenendo in queste ore in un salotto autorevole, analogica.it (che io adoro, ma certe volte…).

Schermata 2017-02-02 alle 17.48.31Dal mio umile osservatorio, penso invece che il tema del dibattito debba essere un’altro; la traccia che più mi piacerebbe approfondire è quella del settimanale Internazionale (ebbene si, anche lì si parla del ritorno al futuro della fotografia argentica) in edicola oggi:

“invece di parlare di morte della fotografia converrebbe cominciare a distinguere tra immagine digitale di massa e fotografia espressiva o professionale”…

…analogica o digitale, aggiungo io. Perchè sia chiaro: stavolta non è questo il punto!

Riflettiamoci va, che è meglio.

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Photo90 Castel San Giovanni PC – 10 consigli utili per visitare la fiera

Cinquantunesima edizione quest’anno della ormai celebre mostra-mercato fotografica in Val Tidone. La mia prima volta però. Ne ho sempre sentito parlare ma solo quest’anno ho deciso di andarci con un amico. 


Esperienza molto interessante, ci sono espositori, commercianti e collezionisti, provenienti da tutta Italia e non solo. C’è merce rara e non, ma tutta di qualità (difficile trovare rottami, anche se un pò lo speravo perché mi auguravo di imbattermi in prezzi un po più alla portata di tutti). Tanto analogico ma anche un po di digitale. 

Ecco a seguire un decalogo di suggerimenti  per chi, come me prima di oggi, non ci è mai stato:

1) si svolge in una giornata, solitamente la domenica e solitamente c’è un’edizione in primavera e un’edizione alla fine dell’estate. 

2) al mattino c’è molta ressa ma c’è anche molto prodotto. L’ingresso costa 4€. Dopo pranzo l’affluenza diminuisce ma anche gli espositori cominciano a smontare (alle 14:30 metà hanno già sbaraccato). Al pomeriggio non si paga l’ingresso ma alle 16:00 chiude.  

3) è utile programmare almeno 2 ore di tempo per osservare tutto con attenzione (ma uno sguardo rapido a tutti gli stand lo si fa anche in 20 minuti)

4) è opportuno arrivar li già con le idee chiare su cosa comprare (perché tanto si trova davvero di tutto). Viceversa non è consigliabile andare lì senza idee perche si rischia o di non comprar nulla o di svuotare il portafogli in cianfusaglie inutili. 

5) qualcuno ritira anche del materiale ma per sperare in una quotazione decente è meglio permutare e comprare. 

6) ci sono anche commercianti che abitualmente vendono online, come fotodotti con cui, dunque ci si può organizzare prima per vedere e toccare con mano il prodotto oppure dopo, per ricevere prodotti a casa che magari non sono disponibili in fiera. 

7) nell’ambito analogico c’è molto 35mm, una buona scelta di merce medio formato, poca roba di grande formato. 

8) si vendono anche tappi per obiettivi, custodie, accessori, borse e libri. 

9) nessuno ha il pagobancomat ma sulla statale a meno di un chilometro c’è uno sportello della Banca Popolare di Lodi. 

10) per tutte le altre informazioni, visitate www.photo90.it

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Speciale TG1 sui Parchi Nazionali


Questa sera è andato in onda uno Speciale del TG1 sui Parchi Nazionali della nostra bella Italia. 

Davvero ben realizzato, il servizio ci ha portato a scoprire 23 aree protette dal Trentino a Pantelleria. 

Un’emozione unica. Almeno una volta nella vita bisognerebbe visitarli tutti. 

Ecco il video della puntata. LINK

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Amitaba – viaggiare in medio oriente

C_4_articolo_2044325__ImageGallery__imageGalleryItem_31_imageIeri un vicino di casa mi ha portato ad una presentazione presso il CAI di Corsico. Ho potuto conoscere Alessandro che ci ha raccontato la sua esperienza di viaggiatore. Alessandro è un grande conoscitore del medio oriente, e dopo molti anni di traversate ha deciso di monetizzare la sua esperienza creando un’agenzia viaggi, Amitaba per l’appunto. Oggi sono parecchi i viaggiatori esperti che lavorano con Alessandro e le soluzioni in vendita presso questa agenzia si riferiscono esclusivamente a mete poco turistiche. Ieri Alessandro ci ha illustrato con una serie di fotografie uno spaccato di Asia Centrale da Samarcanda al Tien Shan. Io ho passato tutta la serata con la bocca aperta a sognare un viaggio in quei luoghi … che prima o poi spero davvero di fare.

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Correva l’anno 2004

Ciao,

il 19 marzo 2004 nasceva questo sito … sono passati tanti tanti anni e questa pagina ha subito non so più quante modifiche: è nato come un sito di lavoro, è diventato poi un blog, poi è tornato sito promozione, poi è diventato un archivio di viaggi, poi ancora un archivio di foto, poi è tornato un blog, poi è diventato un semplice biglietto da visita con l’elenco di tutti i social per mezzo dei quali contattarmi e seguirmi.

Questa è la timeline che mi fornisce web.archive.org … è emozionante

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Ovviamente ogni volta che subiva modifiche, perdeva anche i propri contenuti e per questo, oggi 21 luglio 2016, ho voluto creare questo post quasi a voler simboleggiare il riassunto dell’attività di 12 anni.

Buona lettura

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P.S. però uno screenshot della primissima pagina pubblicata lo conservo ancora…eccolo