Fotografia

Il genio di Vivian Maier

Ragazzi questa inquietante baby sitter aveva una visione del mondo che la circondava davvero fenomenale. Andando in giro tutto il giorno aveva un occhio allenato e le sue foto, in barba alle tecniche di composizione, comunicano velocemente ed in modo eccellente.

Sono andato a Genova per vedere le sue foto a Palazzo Ducale e ci sono andato sia il sabato che la domenica, pagando due volte il biglietto, ma ne è valsa la pena. Sono tornato perché 150 foto le ho guardate in mezz’ora; non per superficialità ma perché sono come un libro di giallo…ti portano a correre, a voler arrivare subito alla fine.

Poi però ci sono voluto ritornare per gustarmele e verificare se me le ricordavo tutte.

Incredibile.

50% del merito è anche della fotocamera a pozzetto che consente di “rubare” scatti da un pdr basso e nascosto.

Ha scattato molti autoritratti; ogni specchio o vetrina era buono per farsi un selfie. Molto narcisista. Ma allo stesso tempo teneva tutto per se; addirittura, poi, una parte dei suoi negativi non sono stati neanche mai sviluppati (il “tesoretto” di chi l’ha scoperta, infatti, conta “centomila negativi, duemila rullini in bianco e nero non sviluppati, settecento rullini a colori anch’essi non sviluppati, centomila pellicole in otto e sedici millimetri”Fonte)

E poi è stato un piacere scoprire una New York anni 50 come in un film.

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