Recensione Bergger Pancro 400 + TEST di Sviluppo e Stampa

Come promesso, dopo aver recensito la curva caratteristica, oggi vi racconto le prime impressioni sulla Bergger Pancro 400 dopo aver esposto e sviluppato un rullo 135 e uno 120.

Pancro 400 – Rolleiflex K4A f/3.5 – D76 1+1 – Fomabrom opaca

Ciò che mi ha più impressionato è la gamma tonale: ha un’ampiezza davvero sorprendente. Questo fattore eravamo già riusciti a prevederlo, se ricordate il precedente post su questo blog, in quanto avevamo osservato che la curva era molto lunga e morbida!

In secondo luogo, esponendo al valore ISO dichiarato dal produttore e sviluppando con D76 in diluizione 1+1, ho notato che la grana è praticamente assente, davvero interessante per una 400ISO.

Parlando invece di tempi di sviluppo, dai primi commenti che si leggevano online sembrava che quelli del bugiardino fossero lunghi. Ora che ho esposto e sviluppato questa pellicola, posso dire che la questione è un pò più complessa. Semplifico: se si volesse ottenere un negativo con le caratteristiche osservate nella curva, i tempi da bugiardino sono più o meno corretti. Perché, se ricordate, avevamo osservato che il contrasto della curva era piuttosto marcato, simile addirittura a quello della 50ISO di casa ILFORD. Risultati di questo genere, però, non corrispondono sempre ad una buona stampabilità. Pertanto, dalla mia prima esperienza ho potuto verificare che i tempi di sviluppo per ottenere un contrasto moderato sono inferiori del 20%/25% rispetto al bugiardino se lo sviluppo è stato eseguito in rotazione (ovvero inferiori del 10%/15% se eseguito in agitazione), Così facendo si ottiene un negativo stampabile con grande facilità (ad aggiungere contrasto sotto l’ingranditore si fa presto). Preciso inoltre che anch’io, come l’amico George, ho notato che la pellicola 120 è più morbida della 135; quindi non credo sia colpa delle lenti che lui ha usato per fare i test.

Ed infine, sempre a conferma di quanto ci raccontava la curva, si nota una elevatissima presenza di dettaglio nelle alte luci e, a dir la verità, anche nelle ombre (in questo caso meglio di quanto evidenziato nella curva).

Parlando invece degli altri bagni:

  1. prelavaggio – fondamentale per ammorbidire l’emulsione; è sufficiente il tempo del bugiardino
  2. fissaggio – ricordiamo che l’emulsione è spessa il doppio del normale; ho notato che i 6 minuti del bugiardino non sono sufficienti e pertanto suggerisco di aumentarli del 30%/40%
  3. chiarificatore – se usate fissaggio fresco, non è affatto indispensabile (come confermatomi anche da Felix di PFG)

Tutto qui. Credo proprio che ordinerò una scatola di Pancro 400 perché è una pellicola che davvero mi ha soddisfatto!

P.S. l’immagine in alto è una fotografia scattata con l’iPhone alla stampa su carta fomabrom, opaca, molto morbida. Il contrasto basso, la velatura, l’esposizione eccessiva e la chiusura delle ombre sono tutte caratteristiche volute e ricercate con l’ingranditore. Per cui non prendetela come esempio dei risultati ottenibili con questa pellicola.

2 risposte a “Recensione Bergger Pancro 400 + TEST di Sviluppo e Stampa”

  1. Fissaggio fresco intendi nuovo o fino a 1 volta va bene? Per la rotazione -15% va bene? E per 120 e 35 mm stesso -15%? Ho 2 120 da sviluppare e attendo le tue dritte per non cannarle 🙂

    1. Si usato una volta direi che si può considerare ancora fresco :). In rotazione -15% è poco. Mentre in agitazione puoi ridurre tra 10% e 15% (ma è fondamentale regolarsi in base a come si è effettuata l’esposizione). I rulli da 120 mi sono sembrati, e non solo a me, un pelo più piatti di quelli 135mm; per cui puoi ridurre meno il loro tempo (10% anziché 15% ad esempio).

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