Esposizione corretta

Molti di noi, soprattutto quando prendiamo in mano una macchina fotografica analogica dopo anni di digitale, non siamo più abituati a fare un’esposizione corretta.

Oggi vi racconto i pochissime parole come ottenere un negativo esposto correttamente e facile da stampare; parlerò di zone, per cui è fondamentale che conosciate già il Sistema Zonale di Ansel Adams.

Ed è bene che conosciate anche questo semplice dettaglio: nel processo di sviluppo di una pellicola, le zone maggiormente aggredite dal rivelatore sono quelle più dense ovvero quelle più nere che corrispondono alle alte luci. Per questa semplice ragione, aumentando o diminuendo il tempo di sviluppo, agiamo anche sulle ombre ma molto molto meno rispetto alle alte luci. Fatta questa dovuta premessa, come si espone correttamente?

Puntiamo (zona V) il nostro esposimetro (esterno o interno) su un’ombra della nostra scena, ovvero una parte scura dell’immagine previsualizzata nella quale vogliamo conservare il minimo dettaglio e la portiamo quindi in zona III (cioè chiudiamo di 2 stop, ovvero diminuiamo il tempo o il valore f del diaframma).

Puntiamo quindi il nostro esposimetro sulle alte luci, ovvero una parte luminosa dell’immagine previsualizzata nella quale vogliamo conservare il minimo dettaglio, e scattiamo la nostra foto cercando di fare in modo che in tutte le 36 pose si verifichi sempre una delle seguenti condizioni:

  • 5 stop di differenza tra la zona III e la zona più luminosa (che dunque siamo riusciti a collocare in zona VIII ovvero l’esposizione perfetta!) – in questo caso procediamo con lo sviluppo standard;
  • 6 stop di differenza tra la zona III e la zona più luminosa (che dunque si trova in zona IX) – per ripristinare il rapporto di 5 stop procediamo sottosviluppando di 1 stop;
  • 4 stop di differenza tra la zona III e la zona più luminosa (che dunque si trova in zona VII) – per ripristinare il rapporto di 5 stop procediamo sovrasviluppando di 1 stop;

È ovvio che ricercare la corretta esposizione in tutte le 36 pose, ci facilita il lavoro di sviluppo (o meglio ci consente di avere i 36 scatti tutti correttamente sviluppati) e ci consente quindi di effettuare stampe in serie (io non lo faccio mai … ma a volte può servire).

E voi come esponete? 🙂

2 risposte a “Esposizione corretta”

  1. Un bel riassunto pratico del sistema zonale, l’unico appunto che faccio e che potrebbe generare confusione a chi non ne ha mai sentito parlare è quando scrivi “”Puntiamo quindi il nostro esposimetro sulle alte luci, ovvero una parte luminosa dell’immagine previsualizzata nella quale vogliamo conservare il minimo dettaglio, e scattiamo…”” io al posto di “e scattiamo” avrei scritto “e prendiamo nota della coppia tempo/diaframma” per poi confrontarla con la coppia letta sulle ombre e fare le successive valutazioni per lo sviluppo come hai poi ben spiegato.

    1. Ciao Felix e grazie dell’intervento.

      L’articolo dice:
      -prendi nota delle ombre
      -prendi nota delle luci
      -scatta, cercando di fare in modo che si verifichi sempre una delle seguenti condizioni…

      quest’ultimo punto, equivale a dire “prima di scattare rispetta una delle seguenti condizioni”.

      e scegliere una delle 3 condizioni implica la necessità di dover confrontare i 2 parametri (ombre e luci).

      perchè mi suggerisci di fare una ulteriore precisazione? pensi non sia chiaro?

      grazie

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