C’è differenza tra immagine digitale di massa e fotografia espressiva?

Diciamo che i miei pensieri di ieri, espressi anche altrove e fuori da questo blog, hanno innescato una bella discussione. La discussione è una delle cose più importanti della vita, almeno per me; non farei il sindacalista di professione! Oggi voglio parlare di evoluzione, prendendo spunto proprio da questa discussione che ho citato pocanzi.

Mi sono trovato in mezzo alle evoluzioni tante volte (pur avendo solo 32 anni non ancora compiuti) ma quattro di esse sono degne di nota:

  1. quando ho archiviato audio/video cassette per far spazio a mp3, dvd e cloud; vi dico solo che proprio in questi giorni la mia compagna mi ha chiesto di comprarle un giradischi … la voglia del vinile è esagerata ed in casa, in questi giorni, si discute molto della cosa, guai se non fosse così.
  2. quando ho abbandonato il libro per far spazio all’e-reader; comodissimo, decine di libri a portata di click, peso zero, ecc… mi ritrovai a scrivere un post su questo blog e pure a rilasciare un’intervista (all’epoca ero un blogger quasi serio) che facilmente si può trovare su youtube (ma non ve la linko). Ma dopo pochi mesi, l’odore della carta e le chiacchiere con il libraio mi hanno fatto fare un passo indietro. Fortuna che ne ho discusso!
  3. quando ho venduto le mie Harley Davidson per comprare una BMQ endurostradale; frena, curva e ammortizza…cosa vuoi di meglio? Eppure io non riesco ad uscire con i bmwisti, i miei migliori amici sono harleysti. In questo caso, però, non sono tornato indietro con lo strumento ma con la testa! Lo ammetto. Però anche qui, è stata la discussione che mi ha permesso di formare il mio pensiero.
  4. quando sono passato dal digitale all’analogico con la fotografia; ma questo lo sapete già, non parlo d’altro qui.Con questo voglio dire che: i tempi cambiano, gli strumenti evolvono e le mode hanno i loro cicli; ma guai a rinunciare alla discussione. Io non mi annoio affatto. Penso che chiedersi se era meglio prima o è meglio oggi è fondamentale, almeno nella mia vita, e “paradossalmente” aiuta ad evolversi (il che può significare anche tornare indietro…pur sempre di evoluzione si parla).

Tornando più nel merito della fotografia ma rimanendo nel tema dell’evoluzione, un utente di un forum mi dice: “l’unica direzione è quella di creare foto che abbiano qualcosa di noi dentro, un volto, un’emozione, un messaggio…altrimenti resteranno nel mare magnum delle miliardi di foto scattate da un nessuno qualunque”.

Io non sono convinto che sia questa la ricetta per un fotografo amatore che vuole emergere. Penso che invece più andiamo avanti e più è difficile navigare in questo mare. Vi faccio un esempio: io credo che i fotografi di una volta avevano più chance di emergere rispetto a quelli di oggi ma mettiamo il caso che non sia così. Oggi solo una percentuale molto bassa dei fotografi che sono riusciti ad emergere è composta di gente che vale sul serio. Tutti gli altri, seppur pochi, sono riusciti ad emergere perchè si sono adeguati a produrre immagini che piacciono agli altri (forse anche a loro, ma spero che non sia così). Ma se oggi piacciono i selfie e la fotografia social, questi li chiamiamo fotografi? Chi può arrogarsi il diritto di chiamarli in modo diverso? Nessuno, figuriamoci il sottoscritto. Però mi arrogo il diritto di pensare che è colpa del pubblico e di conseguenza degli strumenti alla portata di tutti!

E infine, parlando di evoluzione degli strumenti fotografici, io non ci vedo nulla di male, ci mancherebbe! Però mi chiedo: chi ha i soldi per produrre mezzi sempre più performanti perchè non osserva anche cosa sta accadendo alla fotografia? Mi rispondo da solo: perchè per loro è business. Ed è giusto che sia così, guai! Ma io ho detto “alla fotografia“, non ai consumi!

Per cui vi lascio con la stessa riflessione con cui vi ho lasciato nel post precedente: non è il caso di cominciare a distinguere tra immagine digitale di massa e fotografia espressiva?

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