NIKON F100 + F90X

Vi ricordate che di recente presi una F80? Beh, se non ve lo ricordate, leggete qui. Vi ricordate che nella scelta avevo preso in considerazione anche la F801, la F90 e la F100? Beh diciamo che con la F80 ho fatto delle belle foto ma mi mancava qualcosa. Senz’altro l’impossibilità di utilizzare le pellicole infrarosse (non che io abbia mai fatto questo tipo di foto, ma ho un paio di rulli in frigo e, prima o poi, vorrei provare perchè mi attira molto). Ma poi mi mancava anche qualcosa di fisico in mano … quel centimetro o due di robustezza generale. E infine, essendomi lanciato anche nella fotografia analogica a colori, avevo comunque bisogno di un secondo corpo 35mm da affiancare alla F80.

Ho cercato in lungo e in largo online e alla fine ho deciso di sostituire la F80 con la F100 e di affiancarla con una F90X.

1441251-217622Sulla F100, ho trovato un’affare in Italia e ho preso un intero corredo, praticamente nuovo, completo di Battery Grip, flash SB80DX, lente 28-105mm f/3.5-4.5 macro e borsa originale.

Nikon F90xSulla F90X mi sono aggiudicato un’asta in Inghilterra di un esemplare con Battery Grip, un pò impolverato ma in buono stato generale. L’ho pulito accuratamente e, in questi giorni, dovrò restaurare il dorso che è un pò malandato.

Come sempre, più per mio propemoria, riporto il link ai manuali:

Jobo CPE2

In questo mio veloce ed inesorabile passaggio dal digitale all’analogico, come potevo privarmi della possibilità di scattare anche qualche foto a colori?
Scattare una foto con un rullino in bianco e nero o con un rullino a colori non fa certo differenza … quindi che problema c’è.

Il teorema di cui sopra, però, è valido solo nel caso in cui si porti il rullino a sviluppare e stampare in un laboratorio. Durante la mia migrazione mi prefissi di fare tutto in casa (altrimenti che gusto c’è?) … e qui nasce il problema.

Per sviluppare e stampare un rullino a colori, non soltanto si usano prodotti chimici differenti da quelli per il bianco e nero ma, cosa ben più importante, essi si utilizzano ad una temperatura molto più alta (38°) e che difficilmente a mano si riesce a mantenere costante. A tal proposito esistono delle sviluppatrici che non soltanto mantengono i liquidi a temperatura ma che automatizzano le agitazioni della tank.

Le più diffuse a livello amatoriale (e non) sono le Jobo. Proprio in questi mesi la casa tedesca ha messo sul mercato una nuova sviluppatrice, la CPE3. Ovviamente io non ho tutti quei soldi per comprarne una nuova, ma ho fatto qualche risparmio, ho trovato in buone condizioni una CPE2 usata e l’ho comprata.

Come spesso mi capita di fare (è un mio difetto), ho preso una decisione senza rifletterci molto. In particolare decisi di acquistare una Jobo, convinto di poterla utilizzare non soltanto per sviluppare rullini a colore ma anche per il bianco e nero.

Aspettando che il postino suonasse alla porta per consegnarmi il nuovo acquisto, però, ho letto in giro che la Jobo non è molto adatta allo sviluppo in bianco e nero per una serie di motivi che non sto qui ad elencarvi.

Arrivata la Jobo, cosa ho fatto? L’ho subito provata con un rullino bianco e nero utilizzando alcuni accorgimenti (diminuendo del 15% il tempo di sviluppo, facendo ruotare la tank alla velocità più bassa, ecc…).

Beh, ho ottenuto uno sviluppo eccellente! Quindi ne ho sviluppati altri di rullini in bianco e nero. Sempre risultato eccellenti. Ho dunque apprezzato anche il fatto di poter ottenere degli sviluppi standard (era ovvio, eliminando le variabili umane).

Non rimaneva dunque che provare la Jobo con un rullino a colori. Ho comprato i chimici (rigorosamente Bellini) e ho sviluppato. Anche in questo caso, risultato eccellente! E io: felicissimo!

Arrivati a questo punto, direte: dov’è la fregatura?

Colpo di scena: nessuna fregatura, anzi è un crescendo di notizie positive! Infatti, sempre dopo averla comprata (la Jobo si intende) ho pure scoperto che la si può utilizzare per stampare (in questo caso davvero SOLO a colori). Quindi la stampa colore, che mi sembrava l’obiettivo più lontano, è stato invece molto facile da raggiungere grazie alla Jobo e grazie ad un nuovo ingranditore che, nel frattempo, ho acquistato per sostituirlo al mio vecchio durst. Si tratta di un ottimo Opemus 6 con testa Meopta Color 3.

c130620-meopta-220513-cro2(Link al manuale dell’ingranditore, Link al manuale della testa colore.)

Per concludere, non posso che non mostrarvi orgoglioso la scansione della mia prima stampa a colori.

Golden Hour @ Polignano

Tutorial – asciugastampe

Occorrente:

  • Cassettiera € 14,99 – COD. 8422341499800 (la mia è da 3 cassetti ma dello stesso modello ce ne sono anche da 4 o da 5 cassetti)
  • Zanzariera € 7,90 – COD. 8028250282405
  • Un listello da 9mm lungo 1mt € 0,99 – COD. 33000814 (fatevelo segare in 3 pezzi)
  • Tenaglia
  • Colla a caldo
Sfilate i cassetti e, servendovi di una tenaglia, smontate il fondo in compensato.

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NIKON N80/F80

Dopo ampia riflessione, ho deciso di affiancare alla Hasselblad medio formato un corpo macchina 35mm che mi consenta di utilizzare tutte le ottiche FX della mia Nikon D750 e tutte le funzionalità connesse. Questo sempre con l’intenzione di completare (almeno psicologicamente) questo passaggio all’analogico.

Oggi in formato 35mm ho una Practica MTLB5, una Spotmatic F e una telemetro Olympus. Ma, apparte il fatto che non posso montarci le ottiche della D750, questi sono davvero corpi vetusti. Io voglio scattare a pellicola ma voglio anche tutte le comodità del digitale (parlo sempre del 35mm, perchè sul medio formato la hasselblad non la cambierei con nulla!).

Per cui ho cominciato a leggere centinaia di recensioni e alla fine ho deciso: mi compro una F6 (la ammiraglia a pellicola di casa Nikon) … poi sono andato a guardare il prezzo (2000€) e mi sarebbe toccato vendere la D750 per acquistarla.

Quindi sono andato alla ricerca di modelli precedenti, F5, F4, F100, F90, F801 e poi ho trovato una N80 (versione ammerigana della F80) su ebay che ho portato a casa con poche decine di euro.

Chi ha voglia di perder tempo in una lettura, consiglio il test di Nadir a questo LINK. Ma in breve, è dotata di ogni comfort della tecnologia moderna: dall’autofocus (velocissimo) alle funzioni priorità diaframmi o tempi, dall’esposimetro con tutti i tipi di misurazione (singola, matrix, ecc.) e il bracketing al flash ttl; tutto ma proprio tutto.

QUI, invece, trovate il manuale di istruzioni in italiano.

Ora non mi resta che provarla.

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Photo90 Castel San Giovanni PC – 10 consigli utili per visitare la fiera

Cinquantunesima edizione quest’anno della ormai celebre mostra-mercato fotografica in Val Tidone. La mia prima volta però. Ne ho sempre sentito parlare ma solo quest’anno ho deciso di andarci con un amico. 


Esperienza molto interessante, ci sono espositori, commercianti e collezionisti, provenienti da tutta Italia e non solo. C’è merce rara e non, ma tutta di qualità (difficile trovare rottami, anche se un pò lo speravo perché mi auguravo di imbattermi in prezzi un po più alla portata di tutti). Tanto analogico ma anche un po di digitale. 

Ecco a seguire un decalogo di suggerimenti  per chi, come me prima di oggi, non ci è mai stato:

1) si svolge in una giornata, solitamente la domenica e solitamente c’è un’edizione in primavera e un’edizione alla fine dell’estate. 

2) al mattino c’è molta ressa ma c’è anche molto prodotto. L’ingresso costa 4€. Dopo pranzo l’affluenza diminuisce ma anche gli espositori cominciano a smontare (alle 14:30 metà hanno già sbaraccato). Al pomeriggio non si paga l’ingresso ma alle 16:00 chiude.  

3) è utile programmare almeno 2 ore di tempo per osservare tutto con attenzione (ma uno sguardo rapido a tutti gli stand lo si fa anche in 20 minuti)

4) è opportuno arrivar li già con le idee chiare su cosa comprare (perché tanto si trova davvero di tutto). Viceversa non è consigliabile andare lì senza idee perche si rischia o di non comprar nulla o di svuotare il portafogli in cianfusaglie inutili. 

5) qualcuno ritira anche del materiale ma per sperare in una quotazione decente è meglio permutare e comprare. 

6) ci sono anche commercianti che abitualmente vendono online, come fotodotti con cui, dunque ci si può organizzare prima per vedere e toccare con mano il prodotto oppure dopo, per ricevere prodotti a casa che magari non sono disponibili in fiera. 

7) nell’ambito analogico c’è molto 35mm, una buona scelta di merce medio formato, poca roba di grande formato. 

8) si vendono anche tappi per obiettivi, custodie, accessori, borse e libri. 

9) nessuno ha il pagobancomat ma sulla statale a meno di un chilometro c’è uno sportello della Banca Popolare di Lodi. 

10) per tutte le altre informazioni, visitate www.photo90.it

Split Grade Print

Ecco spiegata, sinteticamente ed in maniera molto semplice ed intuitiva, la tecnica dello Split Grade Print ovvero quella tecnica che consente, tramite l’utilizzo di una carta a contrasto variabile e dei relativi filtri, di regolare il contrasto in maniera diversa per le ombre e per le luci nella stampa analogica in camera oscura.

LINK al sito di Francesco Savari

Giornata mondiale della fotografia

da ilfattoquotidiano.it

Il 19 agosto 1839 il fisico François Arago presentò all’Accademia delle scienze francese il brevetto di Daguerre, chiamato originariamente “dagherrotipo”. Un nome che in seguito prese in prestito due parole dal greco, creando la parola “fotografia”: letteralmente “scrittura di luce“. Per celebrare il “World Photography Day” è stata dunque scelta la data simbolica della nascita della fotografia che da quel giorno di 177 anni fa è arrivata all’immagine digitale e all’obiettivo incorporato nello smartphone. Per celebrare la giornata, Facebook pubblica in home un augurio di un “buon 177esimo anniversario” alla fotografia, mentre Twitter ha lanciato l’hashtag #WorldPhotographyDay, che è entrato fra i trending topic.

e io per contribuire, vi linko questo meraviglioso video

Minolta Auto Meter III F

Minolta (poi Konica-Minolta, oggi acquisita da Sony), nella storia della fotografia, si è distinta forse più nella produzione di accessori che in quella di macchine (eccezion fatta per qualche telemetro). Che gli esposimetri Minolta siano ottimi è opinione diffusa e consolidata: chi ha avuto modo di provare tanti apparecchi di marche diverse, infatti, sostiene che i light meter Minolta erano i migliori del mercato al pari dei Sekonic.

Ed erano anche un pò più costosi: nel 1981, ad esempio, per acquistare un Sekonic L-428 erano necessari 104.95$ mentre il Minolta Auto Meter III era in vendita a 121.95$. Anche se il più caro in assoluto, quell’anno, era lo Spectra Combi II a 196.95$ (Fonte: NYT)

E così, cercando online, ho trovato una buona offerta da un privato della Polonia e ho acquistato un Schermata 2016-08-17 alle 19.43.30Auto Meter III F (dove F indica che l’esposimetro calcola anche la luce proveniente dai flash) con, al posto della Lumosfera (per la luce incidente), già il Viewfinder 10° per il calcolo della luce riflessa.

A questo LINK è reperibile il manuale in inglese.

di che anno è la mia Hasselblad?

Il genio Victor Hasselblad ha inventato una macchina fotografica con standard meccanici e qualitativi superiori a qualunque altro apparecchio. A mio avviso, le Hassy sono vincenti soprattutto per la loro semplicità costruttiva. Ho avuto modo di provare anche il clone della Zenza Bronica e ho potuto constatare che, come tutte le repliche, è molto più complessa nella meccanica.

Victor Hasselblad a caccia di uccelli a Råö nella contea di Holland in Svezia

Ma tra le cose semplici che il Sig. Hasselblad ha inventato c’è anche il metodo con cui ha codificato tutti i pezzi che sono usciti dalla sua fabbrica. Infatti se notate, ogni apparecchio ha un numero di serie composto da 2 lettere e da una serie di numeri. E oltre ad identificare in maniera univoca il pezzo, le prime due lettere del codice hanno anche un’altra funzione: quella di esplicitare l’anno di produzione.

V H P I C T U R E S
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0

Victor Hasselblad Picture, abbreviato VHPICTURES, nasconde una sequenza numerica da 1 a 0.

Quindi se un pezzo della vostra Hassy è identificato con il numero di serie UT121314, vuol dire che è stata prodotta nel 1976 (U=7 T=6).

Enjoy!